Caratteristiche

L’Incontinentia Pigmenti (IP; OMIM#308300) è una severa genodermatosi con eredità dominante legata al cromosoma sessuale X e letale nei maschi. Nelle bambine e nelle donne affette ha una presentazione clinica altamente variabile e spesso severa, associata sempre a specifici difetti epidermici.

Il gene responsabile dell’IP, Inhibitor of Kappa light polypeptide gene enhancer in B-cells, Kinase Gamma (IKBKG), anche noto come Nuclear Factor-kappaB (NF-kB) Essential MOdulator (NEMO), è mutato nel 73% delle pazienti IP. Il rimanente 27% rimane tuttora senza una diagnosi molecolare certa.

Il gene NEMO codifica per la subunità regolatoria del complesso Inhibitor of KappaB Kinase (IKK) complex, responsabile dell’attivazione di NF-kB, un fattore di trascrizione ubiquitario coinvolto nell’infiammazione, nella risposta immunitaria, nella sopravvivenza cellulare, nella memoria e nell’apprendimento. La presentazione clinica eterogenea e spesso severa nell’IP, è da attribuirsi al ruolo della proteina NEMO che lavora come piattaforma nel punto di convergenza dell’attivazione del segnale di NF-kB.

Il gruppo di ricerca dell’IGB CNR di Napoli diretto dalla Dott.ssa M.V. Ursini è diventato in pochi anni Centro di Riferimento Europeo per la diagnosi molecolare dell’IP (http://www.orpha.net/), avendo messo a punto un metodo rapido ad alta specializzazione per l’identificazione di tutte le alterazioni note del gene NEMO, responsabile della patologia, in bambine e donne ammalate. Il gruppo ricopre un ruolo di assoluto protagonismo nella diagnosi molecolare di tale patologia. Il centro ha infatti finora raccolto una casistica di più di 250 pazienti provenienti da tutte la parti del mondo per un totale di 21 differenti nazioni, distribuiti nei continenti Europa e Asia. Un’estesa rete di collaborazioni con centri specializzati nazionali e internazionali ha permesso la raccolta di dati clinici e genetici dei numerosi casi.

La diagnosi molecolare eseguita attraverso l’analisi del gene NEMO (ricerca della delezione4-10, e ricerca di mutazioni puntiformi) facilita la diagnosi clinica IP. Tuttavia, circa il 27% di pazienti non presenta alterazioni note e manca di una diagnosi molecolare.

Il gruppo della Dott.ssa Ursini da anni si occupa di progetti di ricerca utili a migliorare la comprensione degli aspetti molecolari e patologici dell’IP, finalizzando l’obiettivo a due aspetti di questa patologia:

1) identificare il difetto molecolare in quei casi che non hanno una diagnosi molecolare. Infatti, negli ultimi anni pubblicazioni su riviste scientifiche intenazionali, testimoniano l’impegno del gruppo di ricerca nello sviluppo di nuove strategie e nell’utilizzo di nuove tecnologie (Real time PCR, array CGH) per rivelare alterazioni genomiche non note in quei casi IP che mancavano di una diagnosi molecolare;

2) chiarire i meccanismi molecolari della segnalazione di IKK attraverso lo studio funzionale delle mutazioni puntiformi di NEMO in sistemi cellulari, per individuare targets per una terapia molecolare.